Il GommoTendacabinato

TUTORIAL

 

Autore: Federico C.

Da diversi anni partiamo per le vacanze in gommone utilizzandolo come mezzo di trasporto principale in luogo dell’auto,

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e questo particolare ci regala un senso di libertà e contatto con la natura difficilmente acquistabile in una agenzia di viaggi.
Inoltre, a differenza della strada, fin dalle prime miglia sei gia in vacanza e il viaggio per raggiungere la meta diventa una piacevole avventura da assaporare lentamente.

In considerazione del particolare utilizzo che ne facciamo, il gommone deve essere come un vestito. Dopo averlo scelto oculatamente secondo i propri gusti e pensando alle proprie esigenze, va personalizzato al fine di renderlo idoneo alle nostre necessità.

Una giusta scelta iniziale è fondamentale per ridurre il lavoro di personalizzazione che a volte può essere particolarmente impegnativo e addirittura, se la scelta non è stata ben ponderata, impossibile.

Per molti gommonauti l’acquisto dell’amato salsicciotto rappresenta il punto di arrivo, la realizzazione di un sogno, mentre nel nostro caso ha costituito una solida base di partenza per la realizzazione del “nostro” gommone, diverso da tutti, e perfettamente adattato alle nostre esigenze.

“Noi Quattro” è un gommone della Nuova Jolly, modello King 600, costruito nel 2000 e ad oggi è giunto alla sua terza evoluzione nella quale soddisfa la maggior parte delle mie esigenze nautiche, la mia personalità e la mia filosofia di vivere il mare.

Quando qualche concessionario, avendo in mente i suoi interessi economici e meramente nautici, arrangia la battuta che è arrivato il momento di cambiarlo, sorrido pensando che solo ora, a distanza di 6 anni, è quasi perfetto ed il suo utilizzo mi appaga completamente.

Essendo Il King 600 un gommone open, chiaramente. non ha cabine dove poter dormire e questo rappresenta una limitazione alla mia filosofia di vivere il mare.

Il desiderio di passare ad una barca cabinata ogni tanto si fa sentire, immaginando le comodità offerte da una imbarcazione chiusa, ma poi improvvisamente, quando il pensiero si sofferma su:
- consumi dell’ordine dei litri miglio
- costi di gestione esagerati
- orizzonti limitati alla prossimità di un posto barca
- libertà di movimento.
questo desiderio si ridimensiona parecchio.

Mi è capitato di trovare notevoli analogie tra il campeggio nautico e quello terrestre.
Per fare campeggio terrestre esistono due scuole di pensiero, il camper/roulotte e la tenda. Analogamente in mare troviamo il cabinato ed il gommone equipaggiato con tenda.
Avendo provato a terra entrambi le soluzioni, rimango affascinato dalle comodità offerte dai mezzi chiusi, ma innamorato e più coinvolto dalle maggiori sensazioni di contatto con la natura, offerte dalla tenda.
Fino ad oggi, ad esclusione di brevi gite che ci siamo concessi Io e mia moglie in solitaria adattandosi sotto il telo di ricovero, abbiamo utilizzato la formula del semi campeggio nautico, che consiste nell’utilizzare il gommone durante il giorno e di una tenda a terra per la notte.
La necessità di avere altri due posti letto per i nostri bimbi ha spinto la mente verso immaginari e fantasiosi progetti alla ricerca di una soluzione soddisfacente.
Quindi come fare per dormire in quattro a bordo?
Vendere il fido “Noi Quattro” per l’acquisto di un cabinato oppure.....

Il Gommotendocabinato!!
qualcosa di più simile ad una tenda, ma con le comodità di una cabina.

 

L'idea
Il grande vantaggio di dormire a bordo sta nel fatto che non hai la necessità, e la fatica, di dover scaricare tutti i bagagli magari solo per una breve sosta di una notte e, da non sottovalutare, il problema dei furti e della distanza dell’ormeggio per scaricare i bagagli sono problemi inesistenti.

Analizzando la coperta del King e considerando la necessità di creare 4 posti letto ho individuato la possibilità di realizzare 2 “cabine” separate, una a prua e un lettino di ridotte dimensioni a poppa.
Da questo la necessità di coprire l’intero gommone per poter realizzare sulle due aree prendisole i quattro posti letto.
Inoltre ho pensato che la struttura doveva avere in pozzetto un’altezza ragionevole per essere vivibile, per preparare la colazione e offrire quel minimo di privacy necessaria a svolgere tutte le attività tipiche della sera e del primo mattino.
Altro requisito era che il tutto doveva “dissolversi” velocemente durante il giorno, restituendo intatte le prestazioni e la fruibilità del mio gommone.
Avvalendomi del frutto di precedenti esperienze non condivido la soluzione di lasciare parte della tenda montata in navigazione, in quanto di grande disturbo e nessuna utilità su navigazioni impegnative.
Una struttura abbattibile quindi, non eccessivamente ingombrante, leggera e polifunzionale.
Da questo ultimo aggettivo l’idea!
Visto che il tendalino è un accessorio praticamente indispensabile, perché non utilizzarlo come struttura di base e completarlo con degli accessori per ottenere una copertura integrale?

Il progetto
Attualmente ho un tendalino della Tessilmare, modelo bimini, 3 archi, con una struttura realizzata con tubi di alluminio da 20 mm, dalle dimensioni di 180 cm di lunghezza per 200 di larghezza.
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Dopo una rapida analisi ho intuito che le sua esile struttura e la eccessiva elasticità non era adeguata a sopportare il peso e le fattezze del progetto.
Avrei dovuto acquistare quindi un tendalino a 4 archi sfruttandone solo la struttura, in quanto il telo di serie non poteva essere utilizzato per l’applicazione degli accessori.
Per non buttare via soldi e per aumentare il divertimento ho deciso di realizzare personalmente la struttura.
Le dimensioni stabilite erano quelle del classico tendalino a 4 archi, 255cm di lunghezza e 200cm di larghezza con diametro dei tubi della struttura di 25mm per avere la sufficiente rigidezza.
La lunghezza di 255 in luogo dei 180 del classico tendalino a 3 archi ha due motivi fondamentali.
Il primo e’ quello di rendere la parte “sospesa”, cioè la parte di telo tra l’estremità anteriore del tendalino e la prua del gommone, corta a sufficienza per non creare eccessiva conca al telo, e il secondo è quello di aumentare la pendenza di questa parte in modo che non soffra di ristagni d’acqua.

Partiamo dalla scelta dei materiali per la realizzazione della struttura.
Alluminio o il più nobile acciaio?
Questa la prima domanda che mi sono posto. L’acciaio senza dubbio è più bello, più duttile, più costoso e ...... più pesante del meno nobile alluminio, ma sviluppando il progetto è emerso questo dato.

La sola struttura realizzata con tubolare da 25mm per 2mm di spessore avrebbe avuto un peso di 12Kg se realizzata in alluminio e oltre 35 utilizzando l’acciaio!!!

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Trattandosi di un gommone ed in osservanza della mia fissazione di ottimizzazione dei pesi, la scelta non poteva che essere l’alluminio, accettando anche le notevoli complicazioni che l’utilizzo di questo materiale avrebbe comportato.

Fase 1 - Realizzazione struttura
Contattati vari fornitori di alluminio, me ne sono procurato 7 barre da 4mt per un totale di 28mt lineari al costo di circa 60€.

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Gli snodi e gli attacchi scelti di acciaio fanno parte del catalogo Osculati per un totale di 58€.

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Adesso dovevo tagliare e piegare le barre per realizzare gli archi montanti e contro montanti, ma che dimensioni dovevano avere e quale raggio di curvatura?
Inoltre si poneva un altro problemino di quelli da guinnes.
La distanza e la lunghezza tra archi e contro archi del tendalino doveva essere tale per cui:
- questi risultassero a circa un terzo della lunghezza complessiva con il tendalino aperto
- della stessa lunghezza degli archi montanti con il tendalino chiuso per poterlo abbattere in navigazione dietro al prendisole di poppa.
Devo ammettere che non è stato semplice, ma dopo non pochi calcoli ho realizzato un programmino in Excel per il calcolo e la simulazione di tutte le misure fondamentali alla progettazione della struttura con la possibilità di effettuare anche prove comparative.

Ecco il progettino con le misure calcolate dal programma per la realizzazione pratica.

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Per il taglio una robusta sega munita di tante lame nuove ....

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e una squadratrice per cornici hanno risolto il problema, ma per piegare i tubi come si fa?
Ma certo!!!
Con la piega tubi, ma non è così semplice come si può pensare.

Munitomi dell’attrezzo infatti mi sono reso conto che le dime disponibili non avevano il raggio di curvatura di idoneo alla mia realizzazione.

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Allora mi sono avvalso di alcuni esperti di spionaggio industriale e ho “intuito” che il raggio di curvatura corretto era attorno ai 15cm.
Pensa che ti ripensa, telefona e rompi le scatole a mezzo mondo, (S. PaoloM alias Geppetto) mi sono auto costruito la dima per piegare i tubi con raggio di curvatura di 15cm che volevo.

Veloce giro al primo Brico a comprare un po’ di legno ed ecco fatta la dima per curvare!

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Adesso avevo tutto il necessario per iniziare a piegare le barre.
La prima viene sacrificata per delle prove di piegatura e per calcolare il punto dove piegare per ottenere le misure desiderate (non è così ovvio come sembra, provare per credere!!!).

Poi presa la necessaria confidenza con l’attrezzo, pieghiamo le barre per realizzare i 4 archi della struttura.

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Il risultato è sorprendente per la precisione e la semplicità dopo aver imparato.

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Procediamo con i tagli dei montanti e con l’assemblaggio dei vari pezzi.

Per unire gli archi con i montanti ho realizzato delle spine di alluminio

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da inserire all’interno dei tubi realizzate con del tubo di alluminio di diametro 20mm e fissate con delle viti autofilettanti.

Ho ricoperto sia la spina che la giunzione con nastro di teflon per eliminare i gioghi tra gli elementi inoltre ho fatto capitare lo snodo a 180° sopra la giunzione per non farla rimanere a vista.

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L’utilizzo del teflon isola i due metalli e scongiura l’incompatibilità tra alluminio e acciaio riducendo le possibilità di fioritura. Il nastro utilizzato è di quello comunemente usato dagli idraulici.

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Montato il telaio rispettando rigorosamente le dimensioni indicate nel progetto dovevo capire cosa era uscito fuori e soprattutto se rispecchiava i dati attesi.
Non avendo ancora a disposizione il telo, l’ho simulato con del nastro per imballaggio tagliato alla giusta misura.

Il risultato ha confermato la validità del programma di progettazione e la notevole precisione del progetto stesso nel realizzare quanto desiderato.

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Soddisfatto non mi restava che cercare chi realizzasse la parte in tessuto.

 

Fase 2 - Progettazione telo
Anche in questo caso progettino di massima con i requisiti fondamentali, frutto di precedenti esperienze di campeggio nautico:

- ingresso di poppa
- ingresso di prua
- finestre di aerazione
- zanzariere di protezione alle finestre
- leggerezza dei teli da montare
- semplicità di montaggio
- possibilità di montare la tenda in acqua senza strutture di appoggio

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Il telo del tendalino di base è integrato in un unico pezzo da una parte posteriore a coda di rondine che realizza una sorta di L inclinata di 90° in avanti, di colore blu.

Idea “rubata” da un tendalino visto montato sul Motonautica Vesuviana che mi aveva colpito, molto particolare e con un effetto estetico decisamente bello.

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A questo telo, tramite chiusure lampo, si applicano la porta posteriore, i laterali e il frontale per la chiusura completa realizzati in colore grigio per riprendere completamente gli accostamenti cromatici del King.

Inoltre ho scelto di realizzare il tendalino di base con un tessuto acrilico resinato di grammatura superiore (blu, 400g/mq), mentre i laterali di tessuto più leggero (grigio, 220g/mq) per agevolare il montaggio della tenda e in considerazione del minor utilizzo di queste parti rispetto alla struttura principale.

Dopo innumerevoli preventivi chiesti alle maggiori tappezzerie nautiche di Roma e provincia, mi sono reso conto che ancora una volta veniamo presi per il naso.
Le cifre ostentate per la medesima realizzazione sono andate dai 3000€, record assoluto, ai poco più di 1000€ richiesti da Fabio Cusanno.
Questa azienda, sul mercato da oltre 35 anni, NON rivolgendosi esclusivamente al mercato della nautica, ha l’onestà e la capacità di offrire prezzi molto più competitivi di qualsiasi altra tappezzeria nautica da me interpellata , e con un preventivo inferiore di 400€ della migliore offerta ricevuta si è aggiudicata il lavoro.
L’unica accortezza e consiglio consiste nel programmare il lavoro per tempo e farlo realizzare nei mesi invernali.
Tutte le cerniere lampo utilizzate sono da 10mm di spessore, interamente di plastica, del tipo utilizzato per la realizzazione delle verande camping.
Il prezzo del tessuto della Nautolex è stato pattuito in 16€/mq per il blu, e di 12€/mq per il grigio, posto in opera.

Fase 3 - Realizzazione telo
Ed ecco il mio stupendo gommone dal sarto per cucire il vestitino su misura.....

Si inizia con l’approntare il telo superiore sulla struttura di alluminio, creando le asole per gli archi e sagomando gli angoli

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Ho cercato di “rubare con gli occhi” ogni momento della realizzazione per capire i trucchi del mestiere

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Sempre nella fase di sgrosso si sono tagliati i teli laterali e frontale realizzati in tessuto grigio

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Poi, man mano, si è passati alla finitura dei singoli pezzi.
E qui non ho potuto far altro che inchinarmi davanti a tanta maestria, ogni parte è stata rifinita con orlo sul tessuto e rinforzi nelle zone più sollecitate.

Il bordo è stato rifinito con del tessuto grigio creando un contrasto che dona un tocco di classe alla realizzazione.

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Anche nella parte posteriore a coronamento della porta posteriore,

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Si rifinisce il telo anteriore con l’apertura e la sagomatura del musone.

 

Particolare attenzione è stata posta alle varie situazioni di ormeggio.

Ho previsto che la tenda doveva poter essere montata in porto, quindi con ancora salpata, oppure in rada con l’ancora filata.

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Questo ha reso necessario creare un cappuccio in PVC per l’ancora al fine di rendere stagna tutta la superficie del musone di prua.

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L’apertura anteriore è stata dimensionata e calcolata in modo da poter essere aperta poggiando i piedi sul musone di prua arretrandola di una trentina di centimetri.
Tra l’altro permette di fissare la parte anteriore quando si è in acqua.

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Per concludere i due teli laterali con le ampie finestrature, protette con le zanzariere di quelle realizzate in tessuto gommato

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Le finestrature laterali sono irraggiungibili all’esterno con la tenda montata, per questo le tapparelle sono state poste all’interno.
Essendo le pareti laterali praticamente verticali e scelta la zanzariera con una trama particolarmente fitta si è scongiurato l’ingresso di acqua in caso di pioggia.

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Per la chiusura sul bottazzo sono state utilizzate le classiche “manine”, molto più agevoli da fissare rispetto ai ganci.
Tutte le lampo sono coperte da un apposito fazzoletto che le ripara dall’acqua.
L’estremità del telo di coda è fissata con dei bottoni Tenax alla vetroresina del pozzetto.

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I tiranti interni sono stati realizzati con delle cinte registrabili acquistate.....
In un negozio di nautica?
Ma no!!

Da Leroy Merlen al prezzo di 23€, 4 cinte per i tiranti e 2 cinte per fissare gli archi all’interno

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Il sogno prende forma
Signore e Signori, benvenuti a bordo di “Noi Quattro”......

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Prego, accomodatevi pure.....

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Vi mostro l’ampiezza della cabina di prua mansardata, ma non più di tanto, che consente di dormire con la testa verso prua,

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Lo spazio all’interno è veramente notevole con una abitabilità al di sopra delle aspettative.
L’altezza in cabina è superiore a 1,85m per l’80% della superficie,

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Le ampie finestrature garantiscono luminosità e sufficiente ricambio d’aria

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Insomma tutto studiato per un adeguato confort a bordo.

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Adesso non rimane che la prova pratica, presto in mare!!

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