Condividere l'idrodinamica

Le carene dei nostri gommoni : Tutto sulle caratteristiche ed i comportamenti delle carene plananti. Assetto del gommone, attaccatura tubolari , Scafi in genere, flaps .
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Mimi20
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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda Mimi20 » 21/04/2016, 13:31

Sempre come tuo solito fare.... chiaro/semplice/esaustivo :bene: :bene: :bene:





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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda Gian » 21/04/2016, 15:09

:clap: :clap:
Bellissimo post e interessantissime le valutazioni di Akes: le mie reminiscenze di idraulica ed idrodinamica ringraziano

:d:
gian
:d: Gian

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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda Blackfin » 26/02/2018, 16:16

Ho ripreso questo post perchè la visione del filmato del Soleil 33 imho è quasi "didattica" nel mostrare come lavorano le carene con redan di Akes:



Specie nelle riprese più ravvicinate è evidente come la carena, in assenza di impatti con le onde è stabile (sopratutto in senso longitudinale) mantenendo immersa la parte dei 4/5 posteriore. Il rimanente 1/5 dello scafo verso prua, in questa condizione, praticamente non lavora, col risultato di ridurre la superficie bagnata, migliorare molto la scorrevolezza e contenere i consumi. Ma questo "appoggio" nella parte posteriore viene ottenuto non (come avviene con gli scafi tradizionali quando si alza il trim) modificando l'angolo verticale di corsa (cioè alzando il muso) ma sollevando lo scafo parallelamente a se stesso (rispetto alla posizione che assume in dislocamento). Per questo, come anticipato da Akes, i tubolari toccano sì alla fonda per dare stabilità ma in velocità interferiscono pochissimo con le onde di scia, è come se lo scafo fosse appoggiato su quattro martinetti collocati sui due lati all'estrema poppa e due in corrispondenza dei redan.
Cosa avviene al momento di impattare con onde medio-alte?
L'impatto è molto progressivo perchè investe appunto progressivamente (da poppa verso prua) le parti a prua (quelle con deadrise minore, quindi meno portanti) che, ricordo non "lavorano" normalmente e che lo assorbono in modo morbido per trasferire sempre progressivamente l'incremento di pressione ai "martinetti" collocati all'estrema poppa. Questi avendo un deadrise molto minore reagiscono con un maggiore incremento della pressione e perciò sollevando la poppa in contemporanea (o con piccolissimo ritardo) rispetto alla prua. Il risultato qual è ? Che lo scafo "copia", smorzandolo, il moto ondoso ma senza perdere mai l'assetto longitudinale , l'effetto pratico è di mantenere una ottima scorrevolezza senza sottoporre gli occupanti a brusche accelerazioni verticali (quelle tristemente note come pacche secche) e contenendo anche le sollecitazioni sullo scafo mantenendole nei limiti progettuali anche ad elevata velocità e sul mosso.

Ovviamente questo è quello che pare a me di vedere (magari con adeguata smentita di Akes :wink: )
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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda CarlettoMC » 27/02/2018, 17:26

Bello questo thread Mimi e grazie Blackfin per riesumarlo. :bene:
Blackfin, a mio modesto parere non e' facile trarre da questo video delle considerazioni dettagliate sul funzionamento di questa carena steppata. Si può dire sicuramente che l'assetto e' bello stabile e parallelo!
Akeswins ha scritto: infatti lo step non è tout court una soluzione per andare più veloci.

Questo mi sembra utile da rimarcare, visto che e' un luogo comune che la carena con step sia associata solo a scafi veloci.

Nel video Regal si vede come la superficie bagnata sia suddivisa in due zone a poppavia dello step. Ci saranno, credo, diversi fattori che influenzano le zone bagnate: la profondità dello step , l'inclinazione dello step, la geometria delle "gole d'invito" laterali, la posizione dei tubolari , il moto ondoso, etc. etc. Sarebbe interessante capirci qualcosa di più... quindi seguo con interesse! :bene:
Inoltre, chi ha provato il mezzo in discussione può commentare sulla sensibilita' al trim ?? Qualche tempo fa avevo letto un commento riguardo a Vento 500 (o Falkor o altro progetto di Akes) di una scarsa sensibilita' al trim.... ricordo male?? Se cosi fosse, ritenete che poca sensibilità al trim sia un aspetto positivo o meno ?? Personalmente, preferisco un gommone più sensibile (ma ho poca esperienza a riguardo) :d: :d:

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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda Mimi20 » 12/05/2018, 17:09

Blackfin ha scritto:Il risultato qual è ? Che lo scafo "copia", smorzandolo, il moto ondoso ma senza perdere mai l'assetto longitudinale , l'effetto pratico è di mantenere una ottima scorrevolezza senza sottoporre gli occupanti a brusche accelerazioni verticali (quelle tristemente note come pacche secche) e contenendo anche le sollecitazioni sullo scafo mantenendole nei limiti progettuali anche ad elevata velocità e sul mosso


Ottimo, scusate l'assenza ma un po di problemi....., ma sorge spontanea la domanda (non sono Lubrano): quando un costruttore decide di utilizzare 1 o 2 step e perchè?
A che velocità inizia a "lavorare" lo step e se son due?

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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda LuigiMass » 12/05/2018, 20:26

CarlettoMC ha scritto:Bello questo thread Mimi e grazie Blackfin per riesumarlo. :bene:
Blackfin, a mio modesto parere non e' facile trarre da questo video delle considerazioni dettagliate sul funzionamento di questa carena steppata. Si può dire sicuramente che l'assetto e' bello stabile e parallelo!
Akeswins ha scritto: infatti lo step non è tout court una soluzione per andare più veloci.

Questo mi sembra utile da rimarcare, visto che e' un luogo comune che la carena con step sia associata solo a scafi veloci.

Nel video Regal si vede come la superficie bagnata sia suddivisa in due zone a poppavia dello step. Ci saranno, credo, diversi fattori che influenzano le zone bagnate: la profondità dello step , l'inclinazione dello step, la geometria delle "gole d'invito" laterali, la posizione dei tubolari , il moto ondoso, etc. etc. Sarebbe interessante capirci qualcosa di più... quindi seguo con interesse! :bene:
Inoltre, chi ha provato il mezzo in discussione può commentare sulla sensibilita' al trim ?? Qualche tempo fa avevo letto un commento riguardo a Vento 500 (o Falkor o altro progetto di Akes) di una scarsa sensibilita' al trim.... ricordo male?? Se cosi fosse, ritenete che poca sensibilità al trim sia un aspetto positivo o meno ?? Personalmente, preferisco un gommone più sensibile (ma ho poca esperienza a riguardo) :d: :d:


Posso dire, da qualche recentissima esperienza, che le carene di Akes (o meglio: le due carene di A. che conosco, una quasi bene... :D ) sono quelle che meglio sentono il trim; a mia memoria fra quelli che ho avuto-utilizzato solo lo Stingher 535 GT si avvicinava a queste.

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Re: Condividere l'idrodinamica

Messaggioda LuigiMass » 12/05/2018, 20:27

.....nel 'sentire il trim' intendo....

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